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Bruno Cengarle: anacronismo e allegorie della memoria 
Licio Damiani 



La lontananza dall'Italia, in terra d'emigrazione, ha portato Bruno Cengarle a ripercorrere sul filo della memoria i sentieri della pittura veneziana del Quattro e Cinquecento e del neoclassicismo. Un recupero per certi aspetti intriso di nostalgia, filtrato attraverso la sensibilità preraffaellita e simbolista: quasi un riflesso, seppur tardivo, della cultura anglosassone che caratterizza I'ambiente australiano in cui I'artista da oltre cinquant'anni vive. 
Volendo in qualche modo inserire Cengarle nella contemporaneità, il termine di confronto che emerge e' quello del filone citazionista. Ma con sostanziali differenze. L'oggetto del citazionismo sviluppatosi fra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento e' analitico e critico, pone I'arte stessa e la sua storia quale oggetto di riflessione sui processi tecnico-strutturali del ritorno alla figurazione, può anche andare al di la' della pittura come strumentazione linguistica attraverso I'impiego della fotografia, del calco e di altre tecniche riproduttive. 
Di conseguenza la citazione diretta, documentaristica, filologica o semplicemente aIlusiva assume forme molteplici, divaganti, fantasiose, vitalistiche, "selvagge". E quando è il solo linguaggio pittorico a tenere il campo, esso guarda spesso ai concetti piuttosto che alla resa tecnica. Anzi, la tecnica sommaria e approssimativa sottolinea la casualità di una visione interiormente incerta e frammentata.
II territorio dell'arte viene esplorato in tutta la sua estensione nella quale il passato si dissolve nel presente alla ricerca, attraverso la metodologia del confronto e dell'interpolazione, di relazioni capaci di delineare una visione filosofica dell'arte come presa d'atto dei suoi contenuti mitici, potenzialmente perenni e ricorrenti. Fra arte contemporanea e arte del passato, cosi come fra attività critico-storicizzante e produzione creativa, cade ogni barriera. Al bisogno di confrontarsi con la storia si aggiunge la ricerca, viscerale e quasi disperata, di un'identità da ricostruire in un mondo omologato e inaridito, In molti casi i riferimenti agli artisti antichi, sganciati dal contesto originario e ricomposti arbitrariamente, da un lato denunciano il vuoto spirituale che angoscia I'uomo con-

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© Bruno@Cengarle.it "DIPINTI E DISEGNI 1985-2002"   villamanin.it
Villa Manin di Passariano, Codroipo (Udine) 19 ottobre / 24 novembre 2002
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