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Figure e paesaggi della lontananza
Roberto Tirelli


- cesso di trasmetterla attraverso la sua opera ove si ritrovano tutti i motivi di una mitologia che non si estingue, ma si alimenta nel passare del tempo e delle stagioni. E' quello di Cengarle un continuo desiderio di ritrovarsi e, nello stesso tempo, di evadere, di ripercorrere i sentieri dell'arcano e del bello con tutto ciò che il talento gli mette a disposizione. 
E non sono parole, forse è il silenzio il protagonista materializzato, reso coloristicamente, fonte di creazione continua. Un silenzio eloquente ed animato che si offre con una catena di impressioni, di emozioni, una catena che trova continuità fra autore e soggetto, lieve e dolce legame che prende colore, e dal colore, vita. 
Le tecniche che vengono usate sono raffinate, accurate nella loro sensibilità rivelatrice. E' I'elevarsi e I'uscire dal quotidiano, dall'angoscia della lontananza che accentua la nostalgia. E' silenzio, non eloquenza, è impressione non messaggio, è capacita di rendere immediatamente I'idea che la memoria filtra, e rende evanescente nel tempo e nello spazio. 
Ecco il mito che forse inconsapevolmente nutre questa vivacità tematica, che costituisce vicende di fantasia quasi unica, irripetibile. 
Sono sentimenti che trovano espressione tenue, quasi componimenti poetici. E' un paradiso perduto che svela per qualche attimo se stesso al pittore affinché possa esprimere a pieno emozioni, un canto che non giunge alle orecchie se non con i toni bassi, per non turbar neppur chi vede. 
Cengarle ci propone un'arte che anticipa con lucida consapevolezza il futuro dell'arte, che segna alcune vie maestre nella nuova espressione, pur senza essere in contatto con nessun centro elaborativo delle nuove teorie. 
E' il segno che I'artista ricerca dentro se stesso con una determinazione unica. La lontananza allora non diventa emarginazione ma centralità con I'alfabeto del corpo, delle cose, della natura. 
E' un linguaggio che induce alla serenità, al sottile gioco delle illusioni di cui forse oggi si e perduto il vero senso. 
E' un gioco di reale-irreale che i colori muovono, in momenti privilegiati nei quali la libertà di sentimento diventa liberta di creare. 
L'essenza delle cose perdute con la lontananza diventa I'essenza di quelle ritrovate, sono gli aspetti latenti del nostro percorso, un canto senza voce, atmosfere nelle quali ci muoviamo con nuova sensibilità. E' un infinito andare ad un mondo che non esiste, ma si ricrea. I poeti e gli artisti hanno questo magico potere. 
L'artista Cengarle recupera questo senso poetico dell'arte e della vita per risalire oltre quella lontananza ispiratrice e far crescere in chi vede le sue opere una nostalgia all'incontrario, per le raffigurazioni oniriche di ciò che il tempo mantiene intatto. 

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© Bruno@Cengarle.it "DIPINTI E DISEGNI 1985-2002"   villamanin.it
Villa Manin di Passariano, Codroipo (Udine) 19 ottobre / 24 novembre 2002
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