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Bruno Cengarle: anacronismo e allegorie della memoria 
Licio Damiani 

 

Evidenti risultano i richiami alla memoria manieristica trasfigurata in elegia dell'attimo ineffabile con cui Puvis rappresentava le sue Bagnanti, le Fanciulle in riva al mare, le Tamaris, i Boschi sacri, i Luoghi ameni, le Donne sognanti, le Allegorie dell'estate. Anche i disegni dedicati alla Pesca echeggiano i noti Pescatori del maestro, cui resero omaggio Maillol, Seurat, Gauguin. Alcune composizioni si articolano in coreografie complesse e in arredi scenografici movimentati da rocce, scale, colonne, ruderi di edifici classici (Bagnanti del 1985, Bagnanti, Parnaso, lost Town del l 991). Altre volte I'impianto allegorico rimanda alle grandi composizioni decorative da Ludus pro Patria a Visione antica, dalle Storie di Santa Genoveffa al Grande Anfiteatro e alle personificazioni dei fiumi Reno e Saona realizzate dal maestro francese a Marsiglia, Amiens, Poitiers, Rouen, all'Hotel de Ville di Parigi, alla Biblioteca di Boston. In talune opere (Chasing Butterflies e Ninfe danzanti del 1991, il nudino di Surprised del 1992) inquietanti concitazioni rompono I'andamento euritmico. Gli stravolgimenti espressivi trovano il loro coagulo dionisiaco nel Ballo campestre (1985), come di un Tiziano rivisitato modernamente, e nel frenetico visionario Baccanale (2000), mentre I'affocata e tumultuosa Battaglia di Centauri (1999) sembra rammemorare I'urgenza di un'emozione formale piena e trascinante, o addirittura parossistica, con cui uno dei vecchi maestri di Cengarle Bruno, Giovanni Saccomani, dipingeva negli anni Quaranta le Cadute della manna e i Cavalli e cavalieri. 
Dai Preraffaelliti inglesi e da Puvis de Chavannes al simbolismo il passo e breve. L'olio In principio, con la parvenza della donna angelicata al centro di due paesaggi quello a sinistra montagnoso, sparso di laghi, in piena luce solare; quello a destra proiettato su una notturna visione lacustre bagnata dal riflesso argenteo di luna fa emergere, secondo la poetica simbolista, il segno " identificabile di una cosa che non è evidente". Dietro I'apparenza, in maniera enigmatica e arcana, affiora I'inespresso; il simbolo come ambiguo e indeterminato lievitare di immagini soltanto illusoriamente percepibili nella loro univoca immediatezza sensitiva, aperte per contro al libero flusso di associazioni e corrispondenze. Ritornano d'attualità, nel dipinto di Cengarle, i versi di Baudelaire: "E' un tempio la Natura ove viventi / pilastri a volte confuse parole / mandano fuori; la attraversa I'uomo / tra foreste di simboli dagli occhi / familiari. I profumi e il colori / e i suoni si rispondono come echi / lunghi che di lontano si confondono / in una unità profonda e tenebrosa / vasta come la notte e il chiarore". 
Ma il simbolo può trasformarsi anche in allegoria surreale delle contraddizioni del tempo presente. Le ninfe alitanti dentro cerchi cosmici in Figure nello spazio (1996), i Cavalli volanti, paiono alludere all'euforia delle conquiste tecnologiche. In controcanto, I'Uccellino morto, le desertiche lande pietrose del Pianeta nello spazio, il Sogno Asteroide, tutti del 1999, si direbbero trarre bilanci sconsolati alla chiusura di un secolo lungo e tragico. 
Infine, nei Paesaggi codroipesi I'artista ricostruisce sul flusso dei ricordi strade e casolari del luogo natio. Per dare forma a personali emozioni Cengarle abbandona qualsiasi richiamo a suggestioni colte; si affida invece, con tenerezza, alla rusticità vernacolare della vecchia tradizione pittorica friulana. 

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© Bruno@Cengarle.it "DIPINTI E DISEGNI 1985-2002"   villamanin.it
Villa Manin di Passariano, Codroipo (Udine) 19 ottobre / 24 novembre 2002
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